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Acquisti UE dei contribuenti minimi

14 dicembre 2010.

I contribuenti minimi sono i soggetti (persone fisiche esercenti attività d’impresa, ovvero arti o professioni) che, avendone i requisiti, possono beneficiare del regime speciale previsto dall’art. 1, commi 96-117, legge 24 dicembre 2007, n. 244. 
Per quanto riguarda la disciplina del suddetto regime agevolato rimandiamo alla nostra scheda informativa sui regimi agevolati, in cui è stato ampiamente trattato tale argomento. In questa sede è necessario soltanto ricordare che i contribuenti minimi non addebitano l’imposta sul valore aggiunto a titolo di rivalsa e non hanno diritto alla detrazione dell’IVA relativa agli acquisti, nazionali e comunitari, nonché alle importazioni (è, tuttavia, previsto l’obbligo di numerazione e conservazione delle fatture d’acquisto e delle bollette doganali).
Gli stessi sono, poi, esonerati dal versamento dell’imposta e da tutti gli altri adempimenti previsti dal DPR n. 633/1972 e non sono tenuti a presentare la dichiarazione annuale IVA né la comunicazione dati IVA.
Pertanto, anche nel caso di cessioni di beni nei confronti di operatori di un altro Stato membro, il “contribuente minimo” non addebiterà l’IVA al cliente comunitario dal momento che l’operazione non costituisce un’operazione intracomunitaria, ma soltanto una cessione interna senza diritto di rivalsa.  Nel documento emesso (è comunque previsto l’obbligo di certificazione dei corrispettivi), lo stesso dovrà, pertanto, aver cura di riportare che l’operazione effettuata “non costituisce cessione intracomunitaria ai sensi dell’articolo 41, comma 2-bis del DL 331 del 1993”.
Allo stesso tempo, il soggetto nazionale non è tenuto neanche alla presentazione degli elenchi riepilogativi relativi alle cessioni effettuate nei confronti di soggetti UE.
Tuttavia,  i contribuenti minimi, nel caso effettuino acquisti intracomunitari (oppure  altre operazioni di acquisto in relazione alle quali è prevista l’applicazione del meccanismo del reverse charge) sono tenuti a integrare la fattura ricevuta indicando l’aliquota e la relativa imposta, la quale dovrà essere da loro versata entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni. In pratica, non vi è per questi soggetti la compensazione mediante reverse charge che ha luogo per coloro i quali detraggono normalmente l’imposta.
Parallelamente, sempre con riferimento a tali operazioni di acquisto, sono obbligati anche a  presentare l’elenco riepilogativo relativo agli acquisti intracomunitari, ai sensi dell’art. 50, comma 6, del DL n. 331 del 1993 (c.d. Modello INTRA).
A partire dal 1° gennaio 2010, la disciplina descritta in ordine alle cessioni e agli acquisti intracomunitari si applica anche per quanto concerne le prestazioni di servizi rese o ricevute dagli stessi soggetti (vedi circolare Agenzia delle Entrate n. 36/2010).